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La qualità di una vite si riconosce quando la
si deve svitare…..
Esistono diverse tipologie di viti per il legno, di norma
quelle più usate sono quelle autofilettanti mentre quelle a filetto dritto
vengono usate raramente soprattutto per la minor tenuta che hanno rispetto alle
sollecitazioni a cui i pezzi assemblati vengono sottoposti.
Un’altra caratteristica che classifica una vite
dall’altra è il cappello e il tipo di incavo, dal taglio dritto all’incavo
a croce che permette di avere più aderenza sul cacciavite o sull’avvitatore.
Altra caratteristica di una buona vite è il materiale con
cui è costruita ( come lo stesso cacciavite d’altronde…) dato che un buon
risultato lo si avrà con una vite leggermente armonica ma con un cappello ed un
incavo robusto e che possa ben resistere alla forza e alla sollecitazione degli
ultimi giri di vite.
Altra caratteristica consigliata in una buona vite da legno
è quella che abbia il filetto per tutta la sua lunghezza, questo permetterà un
ancoraggio ottimale.
E’ buona norma creare un invito profondo quanto la vite e
di diametro inferiore per aiutarci nell’avvitamento, questo accorgimento è
indispensabile su legni duri ma anche consigliata su legni più dolci come
l’abete dato che in assenza dell’invito il legno potrebbe spaccarsi.
Personalmente preferisco
quelle "bronzate", le prime due sulla sinistra che si vedono in
fotografia, sono dotate di incavo a croce nel cappello (svasato) , sono di buona
materia prima e sono dotate di un ottimo filetto.

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